«Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna».
- Giovanni 3:16 -
Prima di partire per il Marocco ero pieno di domande. Non sapevo cosa aspettarmi, né come saremmo stati accolti da una popolazione musulmana in una zona remota del Nord Africa, lontana dai centri turistici e dalle grandi città.
Siamo stati accolti da un fratello locale che ha insistito per ospitarci a casa sua. Non c'è stato verso di convincerlo a fare diversamente. Ci ha aperto la sua casa, condiviso la sua cultura e raccontato la sua storia: da studente di legge islamica, incuriosito da alcune contraddizioni che osservava, ha iniziato a porsi domande che lo hanno portato a incontrare Gesù.
Nei giorni successivi abbiamo visitato le case più povere di una piccola cittadina, situata tra le montagne del Medio Atlante, nel cuore della popolazione Amazigh, il nome con cui i Berberi preferiscono identificarsi e che significa "uomini liberi".
Tra tutte le famiglie incontrate, una in particolare è rimasta impressa nel mio cuore.
Era la casa di una donna anziana, rimasta vedova, che viveva in condizioni molto difficili. La sua abitazione era quasi in rovina. Per quattro giorni abbiamo lavorato per imbiancare le stanze e rifare l'impianto elettrico, composto fino a quel momento da cavi scoperti e collegamenti improvvisati che rappresentavano un serio pericolo.
Fin dal primo giorno, Mama — così desiderava essere chiamata — ha iniziato ad accoglierci come figli. Ogni mattina ci salutava con affetto e, nonostante avesse pochissimo, trovava sempre il modo di preparare per noi del cibo abbondante e delizioso.
Nella cultura amazigh e marocchina l'ospite è sacro. Noi eravamo stranieri, cristiani, occidentali. Eppure, siamo stati accolti come membri della famiglia.
Ogni giorno vedevamo arrivare figli, vicini e amici. Si avvicinavano con sorrisi timidi e sguardi curiosi. Condividevano il poco che avevano e ci offrivano molto più di quanto noi potessimo dare.
Una lezione che non dimenticherò
In quella casa il Signore ha rimosso un velo dal mio cuore.
Mi sono reso conto che spesso guardiamo interi popoli attraverso etichette, religioni o categorie. Ma Dio non vede categorie.
Dio vede persone.
Persone che ridono, soffrono, sperano e si fanno domande.
Persone che amano i loro figli e cercano sinceramente Dio.
Persone infinitamente amate da Cristo.
Quell'esperienza ha dato un significato nuovo e più profondo a Giovanni 3:16.
Quando Gesù parla del "mondo", sta parlando di ogni popolo, lingua e nazione.
Sta parlando anche di quelle persone che vivono tra le montagne del Marocco. Sta parlando di Mama. Sta parlando dei suoi vicini. Sta parlando di uomini e donne che forse non abbiamo mai incontrato, ma che sono nel cuore di Dio.
E per loro, come per noi, Gesù è venuto.
Preghiamo affinché il Signore continui a rivelarsi al popolo marocchino e affinché molti possano conoscere l'amore del Padre manifestato in Cristo.
Andiamo da loro con l’amore di Cristo perché Dio ha amato anche loro. E continua ad amarli oggi. ❤️